Le 3 grandi sfide delle tecnologie mediche nel mondo dello sport

In medicina sportiva, numerose patologie sono legate alla traumatologia, che si tratti di lesioni acute o progressive. Trattamenti ottimizzati e adattati a ogni atleta sono indispensabili per garantire un ritorno adeguato alla pratica sportiva. La dimensione del mercato globale della medicina sportiva è stimata intorno agli 8 miliardi di dollari e comprende numerose innovazioni tecnologiche. In questo articolo, Alcimed analizza alcuni esempi di tecnologie mediche che rispondono a 3 sfide della medicina sportiva.
Sfida n°1: trattare le lesioni favorendo gli approcci mini-invasivi
Nei casi più gravi, in particolare traumatologici, alcuni atleti devono ricorrere alla chirurgia ortopedica a seguito della loro lesione. La principale sfida è minimizzare i traumi, i dolori post-operatori, gli eventuali rischi d’infezione e preservare al meglio la muscolatura e le articolazioni, al fine di riprendere il prima possibile la pratica sportiva. A tal fine, le chirurgie mini-invasive sono preferite e si sviluppano grazie al miglioramento delle tecniche chirurgiche e all’apparizione di dispositivi medici specifici. È questo il caso dell’artroscopio, uno strumento composto da un sistema ottico, utilizzato nella visualizzazione delle articolazioni e da strumenti chirurgici. Una volta introdotto in incisioni dell’ordine del centimetro, questo dispositivo permette ai chirurghi di visualizzare e raggiungere la zona da trattare, senza dover deteriorare o rimuovere i tessuti circostanti. Questa tecnica è utilizzata in numerose indicazioni, in particolare per le chirurgie del ginocchio o della spalla, e si sviluppa progressivamente in Francia per gli interventi a livello della colonna vertebrale. Altre terapie non invasive si sviluppano nel caso di lesioni legate allo sport, per le quali attualmente esistono pochi trattamenti. È questo il caso delle commozioni cerebrali, con 100.000 casi recensiti in Francia ogni anno, ma per le quali la diagnosi, il trattamento e l’accompagnamento sono limitati1Francetvinfo.fr. La Medtech francese RegenLife sviluppa una tecnologia di fotobiomodulazione per colpire la neuroinfiammazione legata a certe malattie neurologiche, e conduce in particolare una sperimentazione clinica dal fine 2022 sulle commozioni cerebrali legate allo sport.
Sfida n°2: ottimizzare il recupero degli atleti
Con l’obiettivo di riprendere rapidamente la propria pratica sportiva, la seconda grande sfida per un atleta infortunato è seguire al meglio l’evoluzione della lesione e garantire il miglior recupero e riatletizzazione possibili.
La valutazione della lesione si basa in particolare su strumenti di misurazione precisi e adattati alle zone studiate. L’azienda Genourob sviluppa, per esempio, dispositivi per valutare lo stato e le performance delle strutture legamentose del ginocchio e dunque prendere meglio in carico i pazienti. Il loro prodotto GNRB è un artrometro, uno strumento che permette di misurare l’ampiezza delle articolazioni, in funzione delle forze applicate. L’azienda è in particolare specializzata nello studio del Legamento Crociato Anteriore (LCA), il cui trauma è piuttosto frequente nei casi di sport di rotazione.
Il recupero dell’atleta comprende generalmente una fase di recupero della funzionalità del muscolo o dell’articolazione lesa, poi una seconda fase di ripresa dello sport. Durante la presa in carico classica dell’atleta da parte dei professionisti della salute, come il fisioterapista, possono essere utilizzati dispositivi medici al fine di ottimizzare il recupero. È questo il caso degli elettrostimolatori e degli apparecchi di pressoterapia, che possono essere utilizzati anche da atleti non infortunati.
Sfida n°3: perfezionare i dispositivi medici per lo sport paralimpico
Oltre ai prodotti e alle tecnologie destinati alla chirurgia, al trattamento o al recupero, un’altra applicazione importante dei dispositivi medici nel mondo dello sport riguarda lo sport paralimpico. Infatti, una delle sfide principali per gli atleti in situazione di disabilità è acquisire dispositivi il più possibile adattati e performanti per la loro pratica. Le prime protesi destinate alla competizione sono apparse negli anni ’80. Oggi sono sempre più perfezionate, aerodinamiche, con materiali leggeri e più confortevoli nella zona di contatto con la pelle del paziente. Le lame sportive protesiche dell’azienda Össur sono, per esempio, destinate agli amputati femorali e tibiali e sono sviluppate in materiale composito in fibra di carbonio. Esistono diversi modelli in particolare per diversi tipi di discipline nell’atletica: lo sprint, la corsa di fondo e il salto in lungo. La loro forma incurvata permette loro di immagazzinare energia durante la compressione, e di restituirla per spingere l’atleta.
Altri dispositivi, come le sedie a rotelle, sono anch’essi sempre più innovativi, per il loro peso e per l’aggiunta di una terza ruota per alcuni sport.
Nello sport, la ricerca della performance e la presa in carico delle lesioni il più rapidamente possibile spingono gli attori delle tecnologie mediche a innovare. Se questi nuovi approcci, prodotti o tecniche, beneficiano agli atleti, trovano anche la loro utilità presso altri pazienti. Così, RegenLife testa attualmente la stimolazione tripotonica per il trattamento della malattia di Alzheimer, oppure Hopper mostra la sua ambizione di “permettere a qualsiasi persona amputata degli arti inferiori di poter praticare un’attività fisica senza essere limitata da considerazioni tecniche o economiche”. Lo sviluppo di tecnologie mediche innovative è una sfida importante per gli attori del settore, e Alcimed può accompagnarvi nella comprensione di questo mercato e nello sviluppo di queste innovazioni. Non esitate a contattare il nostro team!
Informazioni sull’autrice,
Auriane, Consulente nel team Salute di Alcimed in Francia.