Igiene, sicurezza e ambiente: 3 tecnologie digitali al servizio dell’HSE

Le tecnologie digitali stanno trasformando la gestione delle problematiche HSE (Health, Safety, Environment) da parte degli attori industriali. Offrono soluzioni innovative per gestire le emissioni di inquinanti nell’atmosfera, nel suolo o nell’acqua, per tracciare, ridurre e valorizzare i rifiuti, e per monitorare l’impatto delle attività sulla biodiversità. Queste soluzioni permettono di prevenire i rischi e promuovere una cultura della sicurezza integrata, migliorando al contempo le performance dell’azienda. In questo articolo, Alcimed analizza tre tecnologie digitali chiave per rafforzare questo pilastro delle strategie industriali.
Tecnologia n°1: la robotica terrestre e aerea per mettere in sicurezza le zone a rischio
I robot e i droni sono impiegati per limitare l’esposizione dei lavoratori svolgendo compiti pericolosi, in particolare in aree di difficile accesso, e per accelerare l’identificazione di situazioni a rischio.
Nell’ambito di missioni di ispezione, i robot e i droni permettono di prevenire potenziali incidenti, identificando ad esempio rischi di perdita. La SNCF sta sperimentando l’uso di droni sulla RER E. L’obiettivo è sia ridurre considerevolmente il tempo tra la segnalazione di un incidente sulla linea e la diagnosi da parte di uno degli operatori esperti, sia diminuire i rischi cui sono esposti gli agenti nei tunnel, in particolare le cadute e l’esposizione prolungata alle particelle fini. I robot e i droni permettono inoltre di svolgere operazioni in ambienti ostili, che si tratti di spazi confinati, sott’acqua o in quota. Ad esempio, Suez ha introdotto dei robot nelle proprie linee di selezione per eseguire i compiti più faticosi o complessi e così limitare il rischio di disturbi muscoloscheletrici per i suoi operai.
Oggi gli investimenti necessari per il dispiegamento di flotte di robot o droni si stanno riducendo. Allo stesso tempo, l’affidabilità tecnica migliora e consente ormai di considerare l’impiego di questi robot e droni in condizioni operative impegnative (es. lunga autonomia richiesta, condizioni meteorologiche difficili, zona ATEX, …).
Tecnologia n°2: l’imaging satellitare per monitorare nel tempo le zone a rischio
L’imaging e la mappatura satellitare si basano su strumenti specializzati e permettono di fornire immagini regolari di una zona, di un sito o di un impianto.
Nel campo del monitoraggio dell’impatto ambientale, i satelliti dotati di telecamere e sensori ad alta risoluzione permettono di rilevare precocemente inquinamenti o di seguire il degrado ambientale di un sito. Per il controllo della sicurezza dei siti, queste tecnologie permettono ad esempio di effettuare una sorveglianza regolare delle condizioni meteorologiche di un sito o di valutare l’integrità strutturale delle sue installazioni.
Ad esempio, Shell ha firmato una partnership con GHGSat per ottenere dati sulle emissioni di metano di alcuni dei suoi impianti. Grazie ai dati provenienti dai 12 satelliti in orbita di GHGSat, Shell identifica con precisione le fonti di emissione di metano e può in particolare rilevare fughe dalle torce.
Numerosi ostacoli al dispiegamento di queste soluzioni stanno per essere superati: la risoluzione spaziale migliora, l’accessibilità dei sistemi aumenta e i tempi di rivisita si riducono.
Tecnologia n°3: i sensori portatili per segnalare i pericoli in tempo reale
I sensori portatili permettono di acquisire in tempo reale dati il più vicino possibile al lavoratore e quindi di reagire più rapidamente in caso di pericolo.
Questi sensori possono rilevare elementi a rischio nell’ambiente, come un calore eccessivo o la presenza di gas tossici. Possono anche rilevare segnali precoci di problemi di salute. Chevron ha così sperimentato nel 2022 l’utilizzo di un cerotto cutaneo biometrico. Visualizzati su smartphone, i dati raccolti aiutano i lavoratori sulle piattaforme offshore ad anticipare ed evitare uno stress termico.
Da alcuni anni, le barriere al dispiegamento di queste tecnologie si stanno riducendo. Le aziende, in concertazione con le organizzazioni sindacali, trovano un equilibrio nel rispetto della vita privata dei lavoratori e nel trattamento etico dei dati. Il miglioramento delle infrastrutture di comunicazione ne facilita il dispiegamento in zone sempre più remote. Infine, lo sviluppo di sensori miniaturizzati e dalla robustezza aumentata permette la loro introduzione anche in condizioni di lavoro difficili.
Le tecnologie digitali evolvono, così come le pratiche HSE! Oggi si moltiplicano le iniziative per integrare queste nuove tecnologie nelle strategie di protezione dei lavoratori e, più in generale, dell’ambiente. Alcimed è pronta ad accompagnarvi nella trasformazione digitale delle vostre pratiche HSE. Non esitate a contattare il nostro team!
Informazioni sull’autore,
Emmanuel, Senior Consultant all’interno del team Energia Ambiente Mobilità di Alcimed in Francia.